Vivere il giardino…parte 2

Bene, come promesso continua la nostra carrellata sul mondo “verde”. Ieri vi ho parlato della possibilità di vivere il giardino tutto l’anno grazie all’installazione di strutture fisse come i gazebi in legno o alluminio; ma se non si avesse a disposizione abbastanza spazio per una soluzione di questo genere, come potremmo fare per sfruttare al meglio l’esterno?

Semplice, si opterà per una struttura parziale: il pergolato. Visivamente è molto simile al gazebo, con l’unica differenza che invece di essere una struttura indipendente, è ancorato ad una parete della casa almeno per un suo lato. Di solito questa è una soluzione molto valida per quelle case che hanno un piccolo giardino e un piccolo patio, già piastrellato e quindi perfettamente adatto ad ospitare una copertura parziale.

Anche il pergolato vi permette di sfruttare il vostro dehor il più a lungo possibile, a volte anche meglio di un gazebo; questo perché avendo un contatto diretto con la casa non necessita di altre aperture oltre alla finestra/porta della casa stessa e può, in alcuni casi specifici (e dopo i dovuti permessi) essere completamente chiuso e isolato dall’esterno, diventando un vero e proprio ambiente casalingo. Anch’esso può essere realizzato in legno (il più diffuso perché anche il più elegante) o in alluminio; stessa cosa succede per la copertura: se si ha intenzione in futuro di renderlo parte integrante della casa, consiglio la copertura completamente in legno (ad una falda o piatta) che può essere poi completata con il montaggio di finti coppi, tali da renderla in tutto e per tutto aderente allo stile della vostra casa. Se invece lo si vorrà mantenere solo come appoggio esterno e non completamente fisso, esistono coperture in tessuto (sempre trattato per l’esterno) che si possono arrotolare nel periodo invernale e richiudere (questa scelta avviene, spesso, in case che optano per il pergolato sul terrazzo).

Lateralmente è possibile lasciare la vostra struttura completamente aperta, oppure parzialmente chiusa attraverso perlinato in legno, teli in tessuto trattato, lastre in policarbonato o mischiando due di questi elementi; insomma, anche nel caso del pergolato avete ampia libertà di manovra. Una cosa fondamentale è l’isolamento all’acqua del “tetto”, tramite una guaina catramata che viene fissata scaldandola con la fiamma ossidrica, in modo che si incolli permanentemente alla struttura. Insieme a questa, possono essere posizionati dei pannelli di isolante (simili a quelli usati nei cappotti esterni delle case), per rendere l’isolamento termico completo (nel caso si volesse chiudere a stanza la struttura). Per completare l’opera, è consigliabile aggiungere le scossaline (gli elementi che sui tetti raccolgono l’acqua piovana e la fanno scivolare verso terra), che vi permetteranno di non rovinare la struttura anzitempo.

Come sempre, alla fine della nostra lettura, qualche immagine di esempio.

immagini tratte da www.gazebodesign.it

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immagini tratte da altre fonti

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