La cucina: il piano snack

Oggi vi presento un’idea progettuale che non ha avuto seguito ma che mi dà comunque modo di mostrarvi un particolare interessante.

Si tratta di una cucina semi-abitabile, dove non era possibile inserire un classico tavolo per via della posizione di porta finestra e calorifero. Avevamo quindi optato per una soluzione con piano snack rialzato, in tono con il piano cucina; dalla pianta si vede come la parte operativa sia stata posizionata tutta sulla stessa parete, tranne che per le colonne, disposte frontalmente, per avere il maggior piano di lavoro possibile a ridosso di fuochi e lavello.

 pianta laminato pianta granito

Si nota come la porta finestra sia effettivamente molto grande, tanto da consentire appena il posizionamento della cucina lineare; stessa osservazione va fatta per la porta, scorrevole su binari esterni alla stanza. Questo ha portato alla scelta di un piano snack così sagomato, in modo da permettere l’apertura dell’anta sinistra della finestra; le soluzioni, apparentemente uguali, differiscono per i materiali di finitura. Le ante della prima soluzione sono in laccato opaco bianco (così come la struttura) e il piano è stato scelto in laminato effetto rovere moro di 5 cm di spessore. La seconda, invece, presenta le ante e la struttura in legno rovere moro e il piano in quarzo bianco effetto marmo, di 3 cm di spessore.

 cucina laminato cucina granito

Dal frontale emerge la scelta di avere le ante con la gola, per non avere ingombri ulteriori, con linee pulite e pochi tagli; stessa cosa vale per i pensili, con apertura a pressione. Lateralmente alla cappa erano state posizionate delle mensole in laminato rovere per entrambe le soluzioni per alleggerire la composizione; il top sale anche sulla parete, andando a creare uno schienale di protezione per la cucina, in tinta e stile con il piano di lavoro.

  colonne laminato colonne granito

Dalle colonne, invece, emerge un secondo ostacolo: il calorifero. Anche questo elemento spiega il motivo della sagomatura del piano snack, che si è dovuto adattare alle dimensioni limitate della parete e alla presenza di elementi strutturali non modificabili. Nonostante questo, i clienti avrebbero avuto un piano di lavoro ulteriore oltre a quello fornito dalla parete cucina e un posto dove far colazione comodamente. Ovviamente i supporti centrali in acciaio sono di diametro diverso in base al materiale di cui è costituito il piano; per il piano in quarzo si era scelta una gamba di diametro 12 cm, mentre per quello in laminato (che nonostante lo spessore è più leggero) è bastata una gamba con diametro 8 cm. Le colonne laterali completano la composizione senza appesantire la parete o invadere lo spazio del “tavolo”; anche in questo caso l’assenza di maniglie rende tutto molto più lineare e pulito.

Soluzione a mio parere interessante per chi si trova nella medesima situazione e voglia un’alternativa comoda e funzionale al classico tavolo (quadrato o rettangolare) da cucina.

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