Un fantastico 2015!Buon 2016 a tutti voi!!

Oggi voglio rendervi partecipi di quanto siete stati importanti per me e il mio blog! Tutti gli anni mi viene dato il report di come è andata e anche quest’anno è stato meraviglioso,grazie mille!!

Ci rivediamo tutti nel 2016! 🙂

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 53.000 volte in 2015. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 20 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Un fantastico 2015!Buon 2016 a tutti voi!!

Roma: The Art of the Brick

Non sapete come passare i giorni di festa che i vostri bimbi hanno per la chiusura delle scuole? Un consiglio: se siete di Roma, non avrei dubbi su dove mandarvi per riempire di meraviglia gli occhi delle vostre creature.

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Nello spazio espositivo di via Terso, il SET, Nathan Sawaya realizza il più grande sogno di ogni bambino (e adulto!) mostrandovi più di 80 sculture grandi e piccole realizzate solo ed esclusivamente con i mattoncini più famosi al mondo: I LEGO!

Una meraviglia per gli occhi sia dei più piccoli che potranno vedere opere anche famose riproposte e rivisitate attraverso il mattoncino che ci ha accompagnato nella nostra infanzia, maschi e femmine che siamo; sia per i più grandi che potranno tornare, grazie a questo fantastico artista americano, per un pomeriggio, bambini.

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Alzi la mano chi di voi non ha mai giocato con questi pezzetti di plastica colorata…probabilmente vi conterete sulle dita di una mano! Io ne avevo la cameretta piena, piccoli e grandi, coloratissimi e sempre in “movimento”. Sawaya ha voluto mostrare come un oggetto di uso così comune e tanto conosciuto al mondo possa diventare parte integrante e fondamentale di un’opera d’arte.

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A Roma fino al 16 Febbraio 2016. Cosa state aspettando?!

Roma: The Art of the Brick

L’ospite inatteso: il divano letto

Abbiamo già visto come l’azienda Campeggi abbia trovato idee a volte molto brillanti per risolvere il problema di un ospite previsto; ma se volessimo invece adottare una soluzione più “tradizionale”, come quella del divano letto?

Innanzitutto, se si sta per sceglierne uno, ci sono da prendere in considerazione una serie di aspetti del vostro soggiorno:

  • lo spazio a disposizione: questo vi permetterà di scegliere un tipo di apertura piuttosto che un’altra.
  • la funzione del divano letto: è una soluzione per le emergenze o una soluzione stabile?

Queste sono le due grandi domande a cui rispondere per scegliere al meglio; ora vi do qualche indicazione sulle caratteristiche di apertura, di rete e di materasso.

  • apertura classica: si tolgono i cuscini della seduta e, grazie ad una maniglia sulla rete, si estrae la stessa, a cui è attaccato il materasso;
  • apertura a libro: il divano si trasforma in letto con un click, abbassando lo schienale che diventa esso stesso una parte del materasso;
  • apertura a fisarmonica: lo schienale è di nuovo parte del materasso ma in questo caso il letto è dispiegato per il lungo (sganciando la seduta, il divano scivola in avanti e lo schienale segue il movimento, arrivando orizzontale)
  • apertura a cassetto: il divano letto ha un secondo letto al di sotto che, tirato su, si trova alla stessa altezza del pezzo principale creando così un matrimoniale atipico;
  • rete a doghe: sconsigliata perché con il tempo le doghe, poco flessibili, si piegano e rovinano (di solito si trovano sui divani vecchi); è utile solo nel caso di divani con apertura a cassetto;
  • rete elettrosaldata: la più diffusa, molleggiata e resistente, si piega senza problemi e non si deforma;
  • materasso in espanso: per essere comodo deve essere minimo 10 cm (nel caso di divani letto occasionali), per divani letto utilizzati quotidianamente preferibile un’altezza minima di 14 cm.
  • materasso a molle: solo ed esclusivamente nel caso di divani con apertura a cassetto, dove il materasso non è piegato.

Ecco alcuni esempi di divani letto innovativi e pratici, sia giovani che classici; per ogni gusto e ogni tasca.

E perché non pensare ad un pouf letto? Per chi al divano classico non vuole proprio rinunciare!Pratico e piccolo, doppia funzione, facilmente posizionabile ovunque ne abbiate bisogno. Un’idea!

Nell’ordine da sinistra a destra: DIVANO VEGA (Noctis), DIVANO CAMELIA (Twils), DIVANO MIKI (Made), DIVANO DAY BED (Ligne Roset), POUF LETTO VICEVERSA (Doimo CityLine), DIVANO RODOLFO (LovetheSign).

 

 

 

L’ospite inatteso: il divano letto

Roma: Fondazione Maxxi e “transformers”

Se siete di Roma non potete non andare a visitare questa mostra davvero eccentrica e originale; e se non siete di Roma ma avete intenzione di fare un salto nella capitale, approfittatene!

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Quattro artisti, designer e creativi da quattro parti del mondo danno vita ad una mostra in cui TRASFORMAZIONE non è più solo un termine astratto ma diventa in qualche modo palpabile e visionabile; vi dimostreranno come oggetti e concetti di natura comune possono completamente trasformare il loro spirito ed adattarsi a situazione completamente nuove e imprevedibili.

Gli scolapasta diventeranno fronde di alberi in una foresta; armi diventeranno strumenti musicali e non di morte; e così via…

Ma non voglio svelarvi tutta la meraviglia della mostra; vi lascio solo con uno stralcio preso dal sito ufficiale della fondazione che descrive in modo esaustivo il principio dietro questo evento:

“Attraverso le opere dei quattro creatori, la realtà si trasforma in un’altra realtà, che accende la fantasia, stimola la riflessione, invita alla condivisione e all’esperienza, a vedere oltre.

Il nostro mondo è in trasformazione, una combinazione di analogico e digitale che sta modificando il modo di vivere.
Le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui ci definiamo come esseri umani e dunque “trasformazione” è oggi la parola chiave delle nostre esistenze. Di fronte a questo mutamento epocale, numerosi autori hanno messo in atto tentativi rivoluzionari di rispondere alla sfida, sia attraverso forme di resistenza che di innovazione.”

Choi Jeong-hwaDidier Fiuza FaustinoMartino Gamper, Pedro Reyes

www.fondazionemaxxi.it

Roma: Fondazione Maxxi e “transformers”

Mandala: un perfetto regalo di Natale “terapeutico”

Non giriamoci intorno;il Natale è alle porte e bisogna cominciare a pensare ai regali. Personalmente ho sempre preferito scegliere e acquistare regali utili e alternativi.

Non nego che sono anche una persona “oculata” nelle spese (anche se il mio compagno mi definisce cinicamente “tirchia”!), semplicemente perché non amo spendere e spandere per cose che poi rischiano di rimanere nel cassetto per anni o,peggio, riciclate l’anno dopo.

Quest’anno, probabilmente colpita dall’euforia generale, ho deciso che almeno ad un paio di persone a me care regalerò uno di questi libercoli creativi e antistress: i Mandala, appunto.

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Dei libricini con pagine e pagine di disegni astratti,naturali,geometrici e chi ne ha più ne metta,pronti per essere colorati e decorati secondo i gusti di ognuno,senza regole né vincoli. Disegni da colorare che hanno un fortissimo potere terapeutico per combattere stress e ansia che la vita di tutti i giorni può provocare; tutti voi almeno una volta da bambini vi sarete impegnati fino allo spasimo in un disegno solo per il gusto di esclamare “Che bello!”. Io personalmente passavo ore in camera con mio fratello a disegnare e colorare le nostre opere d’arte per parenti e amici.

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Questi libricini hanno proprio l’obiettivo di farvi dimenticare,per un attimo,di tutto quello che vi circonda e farvi tornare alla mente libera che avevate quando eravate bambini. Ovviamente io ho già cominciato e, per quello che può valere, funziona alla grande!

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Allora non mi resta che dirvi: matite in mano e AZIONE!

Mandala: un perfetto regalo di Natale “terapeutico”

Storia del design: la sedia Wassily

Uno che legge questa rubrica penserà che sono fissata con le sedie; in realtà, anche se mi piacciono molto come complemento di arredo, non è questione di fissazione, ma il fatto che nella storia del design le prime grandi rivoluzioni hanno investito proprio questo oggetto di uso quotidiano. E’ su di esso che grandi progettisti e artisti si sono spinti nel mettere in opera le loro idee rivoluzionarie (che per noi oggi sembrano banali, ma ricordiamoci sempre che si parla dei primi anni del 900).

Breuer è stato uno dei capostipiti del movimento Bauhaus e grazie alla sua continua ricerca di innovazione ha dato vita a progetti straordinari, tra cui la SEDIA WASSILY (o SEDIA MODELLO B3)

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Nata nel 1925, rappresenta un’innovazione sia dal punto di vista dei metodi di produzione che dei materiali utilizzati; Breuer parte dai tubi di acciaio nichelato piegato, usato per la prima volta nella produzione della bicicletta Adler, e vi aggiunge l’eisengarn, termine tedesco per identificare un materiale usato anche nell’arredamento (in italiano: ferro filato).

Questo è un tessuto prodotto con un filato di cotone lavorato con cera e paraffina, che al termine della lavorazione, risulta molto più resistente e robusto rispetto a qualunque altro tessuto classico. Risulta rigido, come il cuoio, ma più facile da produrre in serie.

Breuer decide di farsi piegare ogni singolo tubo di acciaio dall’azienda Mannesmann e di assemblare il prototipo all’interno del laboratorio del legno di cui era direttore all’interno del Bauhaus. La forma e la posizione della seduta rispetto allo schienale richiama in maniera incredibile un altro progetto di sedia proposto da Rietveld per il De Stijl (SEDIA ROSSA E BLU).

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La sedia diventa prodotto di massa negli anni ’60, quando Gavina convince l’architetto Breuer a riprodurla di nuovo; solo nel ’62 prenderà il nome attuale WASSILY grazie sempre a Gavina che aveva saputo che il primo esemplare sarebbe stato inserito nel salotto del pittore Kandinskij. Pochi anni dopo, Knoll compra l’azienda bolognese e fa della sedia di Breuer uno dei suoi marchi di fabbrica.

Storia del design: la sedia Wassily