Una scelta obbligata: il forno

Oggi prendo spunto dall’ultima sventura che si è abbattuta a casa: forno out. Una tragedia, soprattutto per una come me che cucina spesso al forno qualsiasi tipo di piatto, in special modo i dolci. Ma soprattutto perché è successo tutto all’improvviso: nessuna avvisaglia, nessuna spia, nessun indizio. Ha semplicemente deciso di non voler più lavorare per me e ha dato le dimissioni; ora, mentre cerchiamo di capire se ci possa essere un modo per farlo tornare tra noi, senza per questo spendere una fortuna, ho deciso di guardarmi in giro e capire quale forno vorrei al suo posto.

Il mio è un forno che, nonostante abbia ben più di 15 anni, all’epoca era uno dei più avanzati: oltre ad essere elettrico e ventilato, ha più di 5 funzioni di cottura e ha l’effetto esterno in stile classico (in armonia con la mia cucina stile classico). Ora, l’idea del mio compagno è quella di comprarne uno pari pari, stesso colore e stesse caratteristiche; io vorrei anche sperimentare e chi se ne importa se non è in stile classico come la cucina! Abbiamo già il piano cottura in acciaio, bello lucido e grande, che con la cucina nonostante l’azzardo va d’accordissimo. Quindi la mia idea è quella di inserire un forno in acciaio, dalle linee moderne e magari anche con la funzione pirolitica (purtroppo per me non sono una grande fan della pulizia del forno). Ne ho visti 3 che potrebbero fare al caso e mio, e magari anche vostro se vi trovate nella mia stessa condizione:

Da quando faccio l’arredatrice, ogni prodotto SIEMENS mi ha sempre conquistato, sia per le sue linee così pulite sia per le funzioni che li portano al top di gamma senza essere esagerati nel prezzo. Questo è il primo della lista che ho valutato perché ha tutto quello che cerco:

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Forno SIEMENS iQ500, acciaio inox, incasso
  • acciaio inox
  • manopole a scomparsa push pull
  • 6 funzioni di cottura
  • possibilità di cuocere fino a 3 pietanze diverse contemporaneamente
  • ovviamente pirolitico
  • possibilità di utilizzare la funzione di cottura a risparmio energetico
  • 63 litri di capacità, che per un forno è più che buona
  • la forma compatta gli permette di essere incassato sia sottotop che a colonna senza essere ingombrante
  • adatto sia per una cucina moderna che per una più classicheggiante come la mia (con ante in decapato e colori pastello)

Il secondo modello che ho preso in considerazione, soprattutto per la capacità del vano forno, è un modello della SAMSUNG:

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Forno SAMSUNG 3Oven, acciaio inox, incasso
  • acciaio inox e nero lucido
  • impugnatura curva ed ergonomica poco ingombrante
  • 6 funzioni di cottura
  • possibilità di cuocere sia pietanze molto grosse che piatti più piccoli, perché ha un sistema di cottura che riconosce lo spazio occupato e riscalda solo la zona interessata
  • 70 litri di capacità
  • sistema pirolitico per la pulizia
  • possibilità di cucinare più pietanze contemporaneamente mantenendo la temperatura giusta per ognuna
  • design lineare, moderno e compatto
  • esteticamente il più bello dei 3 (anche se l’ultimo ancora non l’avete visto) e con la maggior tecnologia possibile, trovo che sia il miglior rapporto qualità prezzo mai visto

L’ultimo modello che ho valutato, anche se esteticamente è quello che mi convince di meno, è della NEFF:

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Forno NEFF B18P42N3
  • acciaio inox
  • manopole a scomparsa push pull
  • 6 funzioni di cottura
  • capacità interna 65 litri
  • 4 livelli di inserimento: ciò significa che potreste cucinare fino a 4 pietanze diverse (nei precedenti modelli il massimo era 3)
  • funzione pirolitica per la pulizia
  • possibilità di attivare la funzione di riscaldamento rapido per un risparmio energetico durante la cottura di alcuni cibi
  • mentre esternamente l’estetica non mi convince molto, mi piace la parte interna, tutta in acciaio e ben visibile grazie al vetro trasparente
  • questo è un tipo di forno, per esempio, che consiglierei soprattutto per una cucina tradizionale o tendente al classico; perché la sua forma e il suo colore non sono estremizzati, come nel modello precedente

Sono tutti e tre, euro più euro meno, sulla stessa fascia di prezzo; la cosa che mi lascia piacevolmente colpita è che sono tutti modelli tecnologicamente molto avanzati senza diventare di élite. Me li potrei permettere anche io, insomma 😉

E voi, quale dei 3 che vi ho proposto scegliereste?

Una scelta obbligata: il forno

Camera fai-da-te

Oggi vorrei darvi qualche consiglio su come rendere la cameretta dei vostri bimbi un pò più personale rispetto a quelle patinate e, sinceramente, asettiche che si vedono sulle riviste specializzate di arredamento. Perché è evidente che le immagini sono fatte apposta per ingolosire il cliente e acquistare un prodotto che molto probabilmente non farà che soffocare una stanza già piccola di suo.

Quello che di solito affascina molto i bambini sono i letti a castello o a soppalco; perché se sono in due, ci sarà fin dall’inizio la “lotta” su chi dormirà sopra e chi sotto. Se invece è da solo si sentirà un privilegiato, un quasi eletto per la sola possibilità di dormire sospeso da terra. Io per la nostra cameretta ho deciso di optare per il letto a castello soprattutto per una questione di spazio; la stanza era troppo sacrificata con due letti a terra e loro non avevano praticamente modo di muoversi liberamente (considerando anche l’armadio e la scrivania). Abbiamo così deciso per questa soluzione, cercando anche di risparmiare sul letto per poterci sbizzarrire con altro; e sapete come abbiamo fatto? Semplicemente, ce lo siamo costruiti da noi! O meglio, lo ha costruito il mio compagno; io ho dato il mio contributo prendendo le misure dei pezzi necessari, scegliendo il diametro dei montanti e disegnando il letto come l’avremmo voluto. Ed è stato emozionante vedergli prendere forma da zero!

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Ed ecco il risultato finale!!

Semplice, comodo ma soprattutto unico. Anche la reazione delle bambine è stata assolutamente unica, ve lo assicuro. I più attenti di voi avranno notato dei pezzi non proprio “fai da te” e avete ragione: per le scale abbiamo optato per dei cubotti IKEA. Ma ora vi do qualche dritta su come creare anche voi il vostro letto a castello personalizzato:

  • prima di tutto vanno decise le misure: noi avendo già due reti singole dei due lettini abbiamo lavorato sulle misure standard (80×190); abbiamo deciso di avere le reti all’interno della struttura per renderle invisibili così i montanti intorno circondano il telaio in ferro delle doghe. Voi potete scegliere di fare come noi oppure di far sormontare i montanti dalle reti (questi vi comporterà un lavoro maggiore per quello che riguarda il parapetto anti caduta del letto sopra). Quindi le misure del nostro letto sono: 94×204
  • le misure totali del letto dipendono anche dal diametro dei montanti: per quelli verticali che devono avere maggior stabilità abbiamo scelto un diametro di 7×7 cm mentre per quelli orizzontali che circondano le reti e per quelli di “decoro” abbiamo scelto un diametro di 4×7 cm. Non avrebbe avuto senso fare anche questi grossi come i primi perché sarebbe diventato tutto troppo pesante e massiccio
  • per l’altezza totale del letto abbiamo invece valutato i cubotti IKEA in modo da far arrivare l’ultima battuta poco sotto il montante della seconda rete (calcolando anche lo spesso del materasso); nel nostro caso, quindi, l’altezza totale del letto è di circa 190 cm (cm più cm meno)
  • una volta presi tutti gli elementi utili alla costruzione del letto (4 montanti verticali, 8 montanti orizzontali, 2 per la barriera anticaduta e un tot per le testiere/pediere) non c’è da fare altro che seguire il disegno che voi stessi avrete creato per il vostro letto; importante è la ferramenta che deve tenere insieme tutti i pezzi. Acquistate tutto in un negozio specializzato (noi ci siamo riforniti da un produttore di legno, per cui il prezzo della materia prima è stato davvero basso rispetto all’acquisto di un letto fatto e finito)
  • le reti si possono tranquillamente avvitare alla struttura intorno sia che decidiate di sormontare i montanti o farcela stare all’interno; nel primo caso dovrete fare i fori sui supporti in gomma delle doghe (che non andranno quindi rovinate), nel secondo caso ci sono dei fori già fatti in alcuni punti del telaio in ferro che potrete utilizzare per questo scopo
  • l’altezza della barriera anticaduta va valutata molto bene in modo che sia superiore allo spessore del materasso, altrimenti non servirà a nulla; così come la lunghezza dovrà essere utile al passaggio del bambino
  • per le scale: potrete metterle sia come le vedete in foto, sia appoggiate al muro e parallele al letto così che siano nascoste alla vista; noi abbiamo optato per questa soluzione per la parete dove è appoggiato il letto non è abbastanza lunga da consentire anche il passaggio delle scale (essendoci anche una libreria ad angolo). Nella prima ipotesi potrete anche costruire una barriera anticaduta lunga quanto il letto, avendo il bambino lo spazio di salire sul lato opposto
  • il legno abbiamo deciso di lasciarlo grezzo, ma non essendo trattato potreste tranquillamente dipingerlo del colore che più vi piace.

Sarà un pò più faticoso del comprarlo già fatto e del guardare il mobiliere montarlo per voi; ma volete mettere la soddisfazione di dire “questo letto ce l’ho solo io”?!

Cosa ne pensate?Fatemi sapere se anche voi vi accingerete a costruire il vostro letto (che poi queste dritte vanno bene anche per un letto singolo classico e, perché no, per un letto matrimoniale non tradizionale).

Camera fai-da-te

Domenicalmuseo

Che dire oggi? E’ domenica, è il 3 Aprile e questo significa: DOMENICALMUSEO!! Non c’è una sola mostra o un solo luogo di interesse culturale che potrei consigliarvi, perché farei torto a qualcos’altro e soprattutto non potrei mettermi ad elencare tutti i musei aperti oggi.

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Vi posso solo consigliare di prendere la borsa, le chiavi della macchina, dare un’occhiata all’elenco presente sul sito del governo per i beni culturali e scegliere dove andare e cosa visitare. Forza!!Siete ancora qui?! Buon divertimento!

E fatemi sapere domani dove siete andati e cosa avete visitato, sono molto curiosa!

Buona domenica al museo!

www.beniculturali.it

Domenicalmuseo

Auguri di buona Pasqua

Di solito ci sentiamo la domenica con qualche consiglio su come passare la giornata di riposo; ma essendo Pasqua ho deciso di anticipare ad oggi per darvi qualche dritta anche per la giornata di Pasquetta.

Ho trovato un paio di cose davvero carine e interessanti, oltre che gustose; si tratta di una gita al Castello di Malpaga (BG) dove potrete passare sia il pomeriggio di Pasqua a smaltire il pranzo sia la giornata di Pasquetta, con un picnic alternativo.

A Pasqua, dalle 15 alle 20, potrete visitare il castello che aprirà le proprie porte ai visitatori per mostrare loro le meraviglie custodite al suo interno, grazie alla presenza di guide vestite con costumi medievali. Si tratta di un tuffo nel passato, tra le mura di uno dei castelli più importanti della Lombardia, e che vi permetterà di rispolverare un pò della storia della vostra regione (per voi che vi abitate).

Malpaga

Se invece volete un consiglio su dove passare il lunedì santo, passate a visitare, sempre al Castello, l’aia antistante dove i produttori eno-gastronomici del Nord Italia vi faranno assaggiare tantissimi piatti tipici della tradizione. Potrete scegliere tra svariati prodotti, riempire il vostro cestino di vimini e andarvi a sedere sulle pittoresche balle di fieno in riva al fossato Colleoni, oppure apparecchiare uno dei tanti tavoli da picnic disposti sul prato e immergervi nei sapori autentici e freschi che avrete scelto.

Per tutte le info: www.castellomalpaga.it

Auguri di buona Pasqua

La tavola imbandita

Domenica è Pasqua; non so voi ma io molto probabilmente passerò la giornata tra il forno e la tavola, a mangiare come se fosse Natale. Pensando a questo non potevo non immaginare qualche modo alternativo di preparare e abbellire la tavola; mi sono soffermata soprattutto sulla tovaglia, sia in senso tradizionale che più moderno. Si sa che oggi vanno di moda molto le tovagliette stile americano, lunghe e strette, che percorrono il tavolo da un lato all’altro lasciando degli spazi liberi. Ecco, volevo mostrarvi qualche idea nuova su come usare questi elementi, senza perdere, se volete, il senso della tradizione.

La prima è una tovaglia con taglio tradizionale, rettangolare e bianca; le decorazioni che vedete non sono disegnate con una matita ma bensì ricamate a mano. Non è magnifica?! Con pochi elementi potrete creare una tavola originale e senza eccessi, per chi ama le novità ma con moderazione. Oppure potete decidere di crearla da voi e nella seconda foto ne avete un esempio: due scampoli di stoffa di colori diversi, cuciti insieme e ornati con dei bottoni. Bella, sobria e d’effetto; ottima sia per l’interno che per una tavolata all’aperto. L’ultima che vi propongo è invece una tovaglia cerata, trasparente, con decorazioni a scritte; molto moderna ed economica, perde l’effetto “povero” che spesso le tovaglie cerate si portano in dote e assume una connotazione più sbarazzina. Decisamente più indicata per pranzi o cene all’aperto.

Queste sono soluzioni invece estremamente moderne e d’impatto. La prima è in assoluto la mia preferita: io amo i jeans, e vederli trasformati in una tovaglia dove le tasche fanno da portatovaglioli (o anche segnaposti) è incredibile; con una scelta come questa conquisterete qualunque ospite siederà alla vostra tavola! Per chi ha bambini e ama la loro fantasia, non c’è niente di meglio che optare per queste bellissime tovaglie da colorare; avrete un esemplare unico e potrete impegnare i vostri figli mentre voi sarete alle prese coi fornelli.

Ecco invece qualche consiglio per chi ama stupire e vuole staccarsi completamente dal concetto tradizionale di tavola apparecchiata; si tratta di tovagliette simpatiche e in alcuni casi utili (pensate a quella dove sono disegnati tutti gli elementi del bon ton, così che non si possa sbagliare su dove mettere le posate o i bicchieri). Anche l’esemplare nero con la scritta “Enjoy!” è adorabile; la Pasqua, come tutte le feste, deve essere un momento di gioia e divertimento. E quale modo migliore per ricordarlo se non vederselo scritto sopra il proprio piatto?

La tavola imbandita

La luce di primavera

Il bellissimo sole di oggi mi mette una gioia addosso che vi lascio immaginare! Nonostante sia al lavoro e non possa quindi godermi questa meravigliosa giornata all’aperto, ne approfitto per presentarvi due prodotti di Artemide vincitori del premio IF DESIGN AWARD 2016 assegnato lo scorso febbraio.

Si tratta di due progetti di illuminazione alternativa e performante: EGGBOARD e GRAFA.

Il primo è costituito da un elemento a sospensione di forma quadrata o rettangolare, modulabile con altri elementi, di diversi colori; grazie al disegno a sezione sinusoidale che troviamo sulla superficie inferiore e al materiale fonoassorbente usato per la realizzazione, EGGBOARD permette di ottenere ottime performance anche dal punto di vista dell’assorbimento acustico. Essendo modulabile e di varie dimensioni, questa fonte luminosa può creare le condizioni perfette di illuminazione, in qualunque spazio la si posizioni.

Il secondo progetto è anch’esso una lampada a sospensione, sia quadrata che rettangolare, che permette un’illuminazione sia diretta che indiretta; la prima la si ottiene direttamente dal pannello inferiore che emana la luce del led interno alla struttura. La seconda si ottiene verso l’alto, in qualche modo riverberata dal soffitto, creando una luce più diffusa e omogenea.

Ovviamente per entrambi i vincitori si tratta di luce proveniente da LED, nel rispetto di una politica energetica innovativa e contraria agli sprechi. Come sempre Artemide si mostra attenta non solo al design e all’estetica ma anche all’ambiente.

 

La luce di primavera

Colorare la pioggia

Non so voi ma io queste giornate senza né capo né coda, dove non si capisce come vestirsi né cosa ci aspetta usciti dal lavoro (sole, neve, pioggia, nebbia) mi mettono una sonnolenza addosso che metà basta. E non mi è utile nemmeno assumere mezzo litro di caffè in endovena…la palpebra cala, non c’è rimedio. Ma un’altra cosa che odio portarmi dietro, oltre al sonno, è l’ombrello! Odio la pioggia, soprattutto quando sono fuori casa (o so che devo uscire) e odio ancora di più l’ombrello; e non posso neanche optare per metodi alternativi di protezione come cappucci o cappelli perché odio anche quelli. Bagnarmi come un pulcino, poi, non se ne parla proprio. Quindi, direte, arrangiati!

Esatto, è proprio quello che faccio. O meglio, mi rassegno; ma per tirarmi su il morale ho cominciato a sbirciare qua e là per trovare un portaombrelli che non sia quello triste, nero, di plastica che si trova di solito nella sala d’attesa del dottore. Perché effettivamente il portaombrelli è un oggetto misterioso; non nel senso che non si sa cosa sia. Nel senso che non si sa dove metterlo, in modo che non dia fastidio, che non sia di intralcio e che non sia un pugno in un occhio in casa.

Solitamente lo si trova all’ingresso, dentro o fuori la porta, a seconda di dove si abita; ricopre giusto quell’angolino nascosto tra la porta e il muro, dove non ci starebbe nient’altro di utile se non un cilindro di dimensioni anche ridotte. Ecco, per poter dire di arredare come si deve anche questo misero angolo, eccovi qualche idea che ho trovato qua e là e che trova, in alcuni casi, esilarante 😉

Per completare, qualche consiglio:

  • scegliete un materiale resistente, preferibilmente non laccato, perché con l’andar del tempo il colore dato sopra al metallo viene via e dà l’idea di vecchio, più che di vintage
  • optate per una soluzione multipla, che permetta cioè di riporre sia ombrelli grandi che quelli piccoli, da borsetta per intenderci, in modo che non si ritrovino sempre sul fondo, fradici, sovrastati dai loro cugini alti
  • non esagerate con le dimensioni, perché si tratta pur sempre di un complemento non di un arredo importante
  • se avete una casa monotono, magari sul bianco/panna, date un tocco di colore con questo elemento che se poi non vi dovesse più piacere potete sempre nascondere nello sgabuzzino
  • viceversa, se la vostra casa è già abbastanza caratteristica, scegliete dei colori neutri in modo che si “mimetizzi” con la parete

Ecco, forse la coppia di stivali è un tantino esagerata; ma che dirvi, sono spiritosi 🙂

Colorare la pioggia