Decorare con la carta da parati

Sarà che oggi sembra novembre, con il cielo grigio e la pioggia che hanno ripreso possesso di questa pazza primavera; ma mi è venuta un’inspiegabile desiderio di parlarvi di CARTA DA PARATI. Come sapete sicuramente, non sono una grande amante di questo rivestimento e non sto qui a rispiegarvi per la centesima volta i motivi, ma devo dire che alcune di esse mi danno un senso di primavera e di freschezza che mi stupisce ogni volta. Non sarà che forse sto cominciando a rivalutarla (finalmente, dirà qualcuno!)? Non saprei, ai posteri l’ardua sentenza. Sicuramente, però, visitando e sfogliando il catalogo digitale di Wall&Deco ho potuto notare come la tecnica della carta da parati sia diventata sempre più all’avanguardia, con la presentazione di rivestimenti addirittura per esterno e per zone notoriamente dichiarate off-limits, come il bagno e la cucina.

Partendo dalla carta da parati “tradizionale”, intesa cioè per ambienti interni, si nota come compaiano sempre più spesso immagini realistiche riprese dal mondo naturale, tanto da farla sembrare un vero e proprio affresco. Realizzata in tessuto non tessuto, viene ricoperta da una pellicola vinilica applicabile in qualunque ambiente (commerciale o privato); e perché non pensare di personalizzare ogni camera d’albergo con un tema diverso? Mi sono persa a guardare tutte le varianti possibili.

L’effetto della vernice graffiata o scrostata è tra i miei preferiti! Originale e non scontato, sia per una sala da pranzo che per una camera da letto, sia essa matrimoniale che dei figli.

Continuando a sfogliare, ho visto come si possa utilizzare questo rivestimento anche all’esterno, grazie alla sua composizione resistente ad urti e tagli, andando a completare l’estetica dell’edificio a cui è applicata, sia esso la propria casa o un edificio di servizio. La trovo una soluzione assolutamente originale e nello stesso tempo intelligente, che permette una minore manutenzione rispetto all’intonaco o alla classica verniciatura esterna.

La “crepa” (così l’ho soprannominata) è assolutamente la mia prediletta.

Cosa avete usato per rivestire le pareti del vostro bagno o della vostra cucina, soprattutto dietro i fornelli e il lavello? Immagino che il 90% di voi abbia risposto “Piastrelle, è naturale”; ecco. Se aveste saputo prima di scegliere le vostre piastrelle con mosaico o dal colore neutro che avreste potuto optare per la carta da parati? Sareste tornati sui vostri passi? Magari no; ma lo aveste fatto non ve ne sareste di sicuro pentiti. Anche in questo caso, usando un rivestimento brevettato che unisce le proprietà impermeabilizzanti delle membrane liquide a quelle decorative dei prodotti di Wall&Deco, si può personalizzare un ambiente notoriamente ostico senza il timore di rovinare il rivestimento. Perché questa carta da parati, oltre a non subire ingiallimento o deterioramento dovuto all’umidità, resiste alla forza abrasiva dei detersivi e si può applicare a qualunque superficie (piastrelle, intonaco civile, calcestruzzo).

Ma quanto sono carini gli uccellini che escono dalla gabbia? Adorabile! Ma la mia scelta ricade inevitabilmente sulla prima, dove la parete sembra invecchiata, non finita, accompagnandosi perfettamente con lo stile antiquato della vasca da bagno e lavorando con tono su tono. Raffinata.

Bene, anche oggi sono riuscita a parlare in modo quasi entusiastico di un prodotto storicamente da me non amato; il mondo sta proprio andando alla rovescia.

Date un occhio al sito, troverete sicuramente qualche spunto interessante; e poi se a Settembre sarete a Parigi, andate a visitare il loro padiglione al Maison&Object dal 2 al 6.

www.wallanddeco.com

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Decorare con la carta da parati

Una scelta obbligata: il forno

Oggi prendo spunto dall’ultima sventura che si è abbattuta a casa: forno out. Una tragedia, soprattutto per una come me che cucina spesso al forno qualsiasi tipo di piatto, in special modo i dolci. Ma soprattutto perché è successo tutto all’improvviso: nessuna avvisaglia, nessuna spia, nessun indizio. Ha semplicemente deciso di non voler più lavorare per me e ha dato le dimissioni; ora, mentre cerchiamo di capire se ci possa essere un modo per farlo tornare tra noi, senza per questo spendere una fortuna, ho deciso di guardarmi in giro e capire quale forno vorrei al suo posto.

Il mio è un forno che, nonostante abbia ben più di 15 anni, all’epoca era uno dei più avanzati: oltre ad essere elettrico e ventilato, ha più di 5 funzioni di cottura e ha l’effetto esterno in stile classico (in armonia con la mia cucina stile classico). Ora, l’idea del mio compagno è quella di comprarne uno pari pari, stesso colore e stesse caratteristiche; io vorrei anche sperimentare e chi se ne importa se non è in stile classico come la cucina! Abbiamo già il piano cottura in acciaio, bello lucido e grande, che con la cucina nonostante l’azzardo va d’accordissimo. Quindi la mia idea è quella di inserire un forno in acciaio, dalle linee moderne e magari anche con la funzione pirolitica (purtroppo per me non sono una grande fan della pulizia del forno). Ne ho visti 3 che potrebbero fare al caso e mio, e magari anche vostro se vi trovate nella mia stessa condizione:

Da quando faccio l’arredatrice, ogni prodotto SIEMENS mi ha sempre conquistato, sia per le sue linee così pulite sia per le funzioni che li portano al top di gamma senza essere esagerati nel prezzo. Questo è il primo della lista che ho valutato perché ha tutto quello che cerco:

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Forno SIEMENS iQ500, acciaio inox, incasso
  • acciaio inox
  • manopole a scomparsa push pull
  • 6 funzioni di cottura
  • possibilità di cuocere fino a 3 pietanze diverse contemporaneamente
  • ovviamente pirolitico
  • possibilità di utilizzare la funzione di cottura a risparmio energetico
  • 63 litri di capacità, che per un forno è più che buona
  • la forma compatta gli permette di essere incassato sia sottotop che a colonna senza essere ingombrante
  • adatto sia per una cucina moderna che per una più classicheggiante come la mia (con ante in decapato e colori pastello)

Il secondo modello che ho preso in considerazione, soprattutto per la capacità del vano forno, è un modello della SAMSUNG:

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Forno SAMSUNG 3Oven, acciaio inox, incasso
  • acciaio inox e nero lucido
  • impugnatura curva ed ergonomica poco ingombrante
  • 6 funzioni di cottura
  • possibilità di cuocere sia pietanze molto grosse che piatti più piccoli, perché ha un sistema di cottura che riconosce lo spazio occupato e riscalda solo la zona interessata
  • 70 litri di capacità
  • sistema pirolitico per la pulizia
  • possibilità di cucinare più pietanze contemporaneamente mantenendo la temperatura giusta per ognuna
  • design lineare, moderno e compatto
  • esteticamente il più bello dei 3 (anche se l’ultimo ancora non l’avete visto) e con la maggior tecnologia possibile, trovo che sia il miglior rapporto qualità prezzo mai visto

L’ultimo modello che ho valutato, anche se esteticamente è quello che mi convince di meno, è della NEFF:

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Forno NEFF B18P42N3
  • acciaio inox
  • manopole a scomparsa push pull
  • 6 funzioni di cottura
  • capacità interna 65 litri
  • 4 livelli di inserimento: ciò significa che potreste cucinare fino a 4 pietanze diverse (nei precedenti modelli il massimo era 3)
  • funzione pirolitica per la pulizia
  • possibilità di attivare la funzione di riscaldamento rapido per un risparmio energetico durante la cottura di alcuni cibi
  • mentre esternamente l’estetica non mi convince molto, mi piace la parte interna, tutta in acciaio e ben visibile grazie al vetro trasparente
  • questo è un tipo di forno, per esempio, che consiglierei soprattutto per una cucina tradizionale o tendente al classico; perché la sua forma e il suo colore non sono estremizzati, come nel modello precedente

Sono tutti e tre, euro più euro meno, sulla stessa fascia di prezzo; la cosa che mi lascia piacevolmente colpita è che sono tutti modelli tecnologicamente molto avanzati senza diventare di élite. Me li potrei permettere anche io, insomma 😉

E voi, quale dei 3 che vi ho proposto scegliereste?

Una scelta obbligata: il forno

I colori pastello e della terra

Esattamente come il legno è l’essenza del 2016, così i colori tenui o pastello sono tornati di moda soppiantando definitivamente i colori forti e intensi. Non che le tonalità siano state completamente scartate, ma sono state modificate le intensità; così che i colori primari non vengono usati solo al loro stato puro ma contaminati con bianco-grigio-nero, per dare loro meno impatto scenico ma più forza di coesione con il resto dell’ambiente.

E’ innegabile che una parete rosso carminio attiri l’attenzione più di qualunque elemento di arredo disposto nella stanza; per questo i mobili si tendeva a farli neutri (bianco, grigio perla, corda). Ma con il ritorno prepotente dell’essenza naturale con tutte le sue meravigliose tonalità e striature, è necessario ammorbidire i colori intorno per dare maggior spazio agli elementi mobili ed è per questo che la scena si è completamente ribaltata. Pareti neutre o poco cariche a favore di arredi dai colori intensi; soprattutto quando si sceglie il colore naturale del legno (sia esso ciliegio, rovere, abete, etc) rimanere cauti con le pareti è consigliato per non fare della stanza un enorme caleidoscopio snervante e irritante.

Io sono parecchio attirata dai colori intensi e ben definiti, a favore di elementi di arredo più neutri; ma con la riscoperta del legno sono assolutamente disposta a mettere da parte la mia vena artistica estrema dando la giusta attenzione a quello che la natura, per quanto possibile, ci ha fornito.

Chi mi segue dall’inizio conosce perfettamente il mio amore incondizionato per il ROVERE, sia esso naturale che leggermente tinto; mi piace l’effetto tattile che dà alle ante e alle superfici in generale e la duttilità di utilizzo che lo rendono perfetto per qualunque stanza della casa e per qualunque uso (mobile o di rivestimento). Ma vi prometto che nei prossimi giorni mi soffermerò sulle altre essenze così che possiate, per quanto possibile, prendere spunto per le vostre case.

E voi cosa ne pensate del connubio legno-colori pastello?

I colori pastello e della terra

Una libreria alternativa: string system

Sapete già che il mio più grande sogno sarebbe avere una stanza con una biblioteca tipo “La Bella e La Bestia”. Finché non potrò realizzare questo desiderio, però, mi accontento di pensare alla mia libreria grazie ad un’azienda che ha sdoganato completamente il concetto di libreria classica, rendendola totalmente modulabile e modificabile a piacere del cliente.

Si tratta della String, un’azienda che permette al cliente di disegnare personalmente la propria libreria grazie al programma presente sul suo sito, in cui si aggiungono elementi, mettono ante, sostituiscono ripiani. Adoro!!

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Creata nel 1949 dall’idea di Nils Strinnig, è diventata presto un’icona nel mercato delle librerie modulari e componibili, con elementi leggeri ma resistenti, poco ingombranti e facilmente adattabili, anche a diversi stili di arredamento.

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Diverse le colorazioni a disposizioni, diverse le composizioni che si possono creare e diversi gli spazi in cui si possono inserire; possono diventare una libreria in stile “classico” con ripiani e spalle.

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Oppure diventare parte integrante della vostra cabina armadio, dove appendere abiti e inserire cassetti di contenimento. Leggera ed elegante al tempo stesso, vi permette di sfruttare la parete in modo funzionale.

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Diventa un mobile soggiorno con parti aperte e parti chiuse, poco profondo e quindi poco ingombrante, ma molto utile, anche per creare sulla stessa parete una piccola zona ufficio con pc e sedia girevole.

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E perché no?Anche una zona studio nella cameretta dei vostri ragazzi, senza dover per forza acquistare soluzioni in legno e pesanti, classiche e senza brio.

Consiglio personale: date un occhio al sito e lasciatevi ispirare dalle linee pulite e senza fronzoli, adatte ad ambienti classici e moderni, senza per questo stonare o diventare ridondante.

www.string.se

Una libreria alternativa: string system

Sala con cucina a vista: mobili sospesi

Oggi voglio proporvi qualche consiglio utile per arredare nel modo giusto la vostra sala con cucina a vista; ma questa volta mi rivolgo a chi di spazio ne ha davvero poco e contato, da non potersi permettere di sgarrare nemmeno di un paio di centimetri.

pianta

Si tratta di una semplice ipotesi, non di un progetto in corso o realizzato; ho solo voluto mettere su “carta” un’ipotesi neanche tanto lontano di appartamento. Si sa che oggi gli spazi abitativi sono sempre più ridotti all’osso e si deve combattere con mobili dalle misure non ideali e puntare quindi su soluzioni su misura. Dalla pianta, vedete come l’ingresso sia direttamente sulla sala da pranzo/cucina, con un mini corridoio frontale che porterà poi nella zona notte. Ipoteticamente si tratta di un 5×5, con il problema dell’angolo creato dall’ingresso che mangia parte della parete su cui è addossata la cucina e dello spazio a disposizione. La parete della cucina è lineare ed è di 3,45 mt, abbastanza lunga da permettere l’inserimento di tutti gli elettrodomestici, anche se a discapito del piano di lavoro, che come si vede dall’immagine seguente, è ridotto al minimo sindacale.

cucina

Altro problema per la cucina potrebbe essere dovuto alla presenza di una finestra (come nella mia ipotesi) che non consente di arrivare fino all’angolo coi pensili e con gli elettrodomestici. Così si potrebbe optare, come nell’immagine, per delle mensole a richiamare il colore del top, sagomate in modo da permettere l’apertura della finestra senza intoppi, dando anche aria e maggiore leggerezza alla composizione che se no sarebbe risultata davvero pesante e chiusa. In queste situazioni, per i pensili almeno, io consiglio di utilizzare ante in vetro opalino, un effetto vedo-non vedo che dà più luce e ammorbidisce la composizione; anche un colore chiaro permette alla cucina di diventare quasi invisibile nella stanza, dando maggior risalto alla soluzione per la sala da pranzo che, come si vede dalla pianta, ha uno spazio ridottissimo.

Per la composizione del mobile TV, consiglio di rimanere il più leggeri possibili, usando pochi elementi e sospesi, cercando di non esagerare con i colori e mantenendo quindi, per quanto possibile, le tonalità scelte per la cucina. In questo esempio gli elementi sono bi-colori, per aumentare il movimento della composizione; ho aggiunto una tonalità corda a quella del cioccolato (che richiama il piano e le mensole della cucina). Il bianco ho preferito sceglierlo per i due elementi libreria in alluminio laccato che si trovano alla fine delle due pareti; chiudono la composizione e sono un richiamo ulteriore ai colori cardine dell’arredamento: marrone, corda, bianco. Unica nota di colore che vi suggerisco è data dai soprammobili e dalle sedie, che sono di un colore acceso come l’arancione (tutti colori caldi, come vedete; se invece volete spezzare completamente optate per sedie verdi).

Gli elementi contenitori lunghi e stretti non occupano molto spazio e vi danno modo di sfruttare al meglio l’unico angolo libero che vi potrebbe fornire la sala; come vedete sono elementi molto puliti e senza troppi fronzoli, funzionali ma non ingombranti e le librerie laterali fungono da chiusura in modo che la composizione, nonostante l’assenza di elementi classici, risulti finita e non incompleta.

Ricapitolando, ecco i miei consigli:

  • puntate su linee pulite, elementi senza maniglie e non esagerate coi colori (3 al massimo, da abbinare in modo alternato tra la cucina a vista e la sala)
  • in cucina meglio avere elettrodomestici ad incasso (frigorifero e lavastoviglie); se scegliete uno stile moderno optate per materiali moderni come l’acciaio e il vetro
  • le ante dei pensili della cucina è meglio che siano in vetro, per alleggerire la composizione
  • optate per un colore della cucina chiaro e osate piuttosto sul colore del top e degli elementi decorativi (le mensole, nel nostro caso)
  • evitate per quanto possibile soluzioni ad angolo, che non vi danno più spazio di una lineare e opprimono l’ambiente
  • scegliete mobili per la sala che non siano troppo profondi e che possano sfruttare l’angolo senza essere incombenti
  • non alzatevi troppo con i mobili, darete ancora più l’idea che la stanza sia piccola
  • cercate di caratterizzare i vostri mobili con pochi oggetti ma particolari (libreria in metallo, soprammobili, sedie colorate)
Sala con cucina a vista: mobili sospesi

Lo stile industriale: la camera da letto

Di solito pensando a questo stile di arredamento la prima immagine che appare nella mente è quella di un loft newyorkese, in una zona centrale, completamente in mattoni a vista e pavimento in cemento industriale senza troppi fronzoli, magari con le travi di sostegno in acciaio a vista e pochi muri a dividere le varie zone della casa. Bene, l’immagine è assolutamente corretta! Ma non è necessario abbinare questo stile alla città di New York e ad un loft; anche casa vostra può trasformarsi in un angolo di mondo così distante e senza necessariamente essere stata costruita dove un tempo sorgeva una fabbrica.

I tratti distintivi di questo stile sono ovviamente il mattone a vista, il pavimento in cemento o grès che ricordi questo materiale e l’acciaio. Ma perché non inserire anche un materiale nobile e più tradizionale come il legno? Il contrasto tra la freddezza dell’acciaio/alluminio e il calore portato dal legno crea un connubio inimitabile di sensazioni tattili e atmosfere uniche.

cucina stile industriale 2

La cucina è sicuramente l’ambiente che più si adatta a questa soluzione, in quanto l’acciaio è predominante almeno per quello che riguarda gli elettrodomestici e i dettagli (maniglie, gambe, zoccolo). Permette un’armonizzazione dei vari materiali senza che questa diventi pacchiana o troppo ostentata.

sala stile industriale

Anche la sala e il salotto sono stanze che, spesso a contatto diretto con la cucina, si abbinano bene a questo stile permettendo di mantenere una certa continuità sia cromatica che materica tra una zona e l’altra. In questo caso si inserisce bene anche un materiale come la pelle o il cuoio del divano, prettamente caldo a confronto del pavimento in piastrelloni o il muro in mattoni lasciati grezzi.

bagno stile industriale

Il bagno è stata una delle ultime stanze ad essere contagiato da questo stile, effettivamente freddo e minimale. Ma anche in questo caso le soluzioni miscelate tra il ferro e la ceramica dei sanitari o il legno del parquet hanno dato vita a spazi davvero unici e particolari, dove anche elementi storici (pensate alla foto dove il mobile del lavabo è costituito dalla struttura di una vecchia impalcatura) trovano spazio e si armonizzano alla perfezione.

cameretta stile industriale

E perché allora non pensare anche alla camera? Nella foto si vede come il legno sia ripreso dalle superfici piane come il pavimento e il soffitto mentre le superfici verticali delle pareti sono coperte interamente dai mattoni che, con colori diversi, danno vita a decorazioni e scritte per abbellire una parete altrimenti troppo fredda. E anche in questo caso arriva in soccorso la pelle del letto, imbottito ed evidentemente caldo a dispetto della parete alla quale è appoggiato.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il progetto che vi presento di una camera da letto rivisitata in questo stile e proposta all’interno di un appartamento completamente moderno. La cliente ha voluto richiamare questo stile solo nella zona notte per non rivoluzionare completamente la casa, già in precedenza arredata con uno stile moderno.

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Dalla pianta si vede il pavimento in grès grigio antracite con piastrelle grandi, le pareti dipinte di un grigio perla per mantenere la tonalità  e parte delle due pareti ricoperte con mattoni a vista a ricreare l’atmosfera del loft che dicevamo prima. Gli arredi sono in legno e in acciaio; poi dai particolari vedrete meglio di cosa parlo.

armadio

L’armadio lo abbiamo pensato ad angolo corto, per non occupare e soffocare completamente la parete di fronte al letto che con la finestra laterale è molto luminosa e ariosa; l’angolo ad L dell’ultimo elemento permette alle ante di aprirsi completamente e a 180° per usufruire al meglio dello spazio interno.

cassettiera

I cassetti sono stati lasciati tutti esterni, con il settimino fronte letto e la cassettiera sospesa a 3 elementi sulla parete fronte armadio. Come notate, il settimino ha i frontali dei cassetti in legno come l’armadio, mentre la struttura è ricoperta da un foglio spesso 2 mm di alluminio anodizzato. Questo perché l’acciaio di per sé sarebbe stato troppo pesante mentre l’alluminio è di più facile lavorazione e applicazione.

particolare

Per la cassettiera sospesa abbiamo preferito lasciare intatta la struttura dei cassetti e inserire invece un elemento a giorno completamente in alluminio anodizzato e saldato, in modo da richiamare sempre il connubio legno/metallo ma senza appesantire ulteriormente la composizione.

letto comodino

Il letto è completamente in legno, con cassettone e testiera dritta che appoggia sulla parete ricoperta dai mattoni, mentre i comodini sono anch’essi due elementi sospesi completamente in alluminio anodizzato, leggeri e semplici che si sposano alla perfezione con il massiccio letto.

Anche voi vi farete coinvolgere da questo stile moderno e assolutamente giovanile?

Lo stile industriale: la camera da letto

L’illuminazione alternativa

Abbiamo parlato delle prese sul piano della cucina e della possibilità di nasconderle accoppiandole con le luci sottopensile. Bene, oggi parliamo di queste ultime.

Ce ne sono di diversi modelli, a seconda dello stile della cucina e del pensile sotto il quale vanno inserite; non pensate però che siano utilizzabili solo in cucina, anzi. Ormai è diventato di moda nascondere tutto quello che all’occhio risulta poco armonico, e spesso l’illuminazione è una di queste cose; è facile quindi trovare mobili della sala con l’illuminazione integrata (sia sotto pensile che laterale) e bagni in cui lo specchio diventa anche fonte di luce. Ma andiamo con calma e entriamo nel dettaglio.

  • LUCE SOTTO PENSILE CLASSICA: può essere a spot (cioè punti luce singoli, come i faretti da incassare nel mobile) o lineare, con le strisce di neon/led da applicare sotto pensile e sottili da risultare quasi invisibili. Ho segnato il neon per completezza, ma ormai è stato quasi del tutto soppiantato dal led, dai consumi ridotti e dalla vita più lunga; si possono ovviamente scegliere luci calde o fredde (meglio le seconde che per chi cucina non modificano l’aspetto del cibo), di varie lunghezze e con accensioni a pressione o a movimento. Si possono accoppiare con le prese elettriche, in modo da lasciare il piano sgombro e pulito. Il mio consiglio è di optare assolutamente per il led, e di scegliere strisce abbastanza sottili che si nascondono bene e danno un effetto più uniforme e omogeneo all’illuminazione.

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  • LUCE SOTTO PENSILE INTEGRATA: questa è una particolare scelta che si fa nel caso non si voglia vedere nemmeno la striscia di led sotto i pensili della cucina e si voglia illuminare anche l’interno del pensile stesso. Si tratta di una ripiano in vetro opaco all’interno del quale è inserita una fonte luminosa che si accende tramite un interruttore piazzato sotto il pensile e che illumina anche l’interno; se avete un servizio di bicchieri a cui tenete particolarmente e volete mostrarlo senza aprire la vetrina, questa potrebbe essere una soluzione adottabile. Ovviamente il mio consiglio è che l’anta di questo pensile sia in vetro, altrimenti l’idea precedente non ha modo di realizzarsi.

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  • RETRO ILLUMINAZIONE: come dice il termine stesso, si tratta di un mobile dietro il quale è stata applicata una o più strisce di led ad illuminare la composizione; in sala da pranzo, per il mobile TV, è molto utile quando si sta guardando la televisione, perché vi permette di tenere spenta il resto dell’illuminazione e non essere completamente al buio. Una soluzione che molte aziende produttrici hanno adottato per dare un servizio completo al cliente e rendere le loro composizioni più attraenti. Il mio consiglio è di optare per una retroilluminazione per il solo elemento TV, magari proprio dietro la televisione, in modo che il resto della composizione non sia più ingombrante del necessario e vi dia un effetto scenografico migliore.

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  • LUCE INTEGRATA: soluzione molto adottata nell’ambiente bagno dove si tende a ridurre al minimo la presenza di pensili, per lasciar maggior spazio ai sanitari e a soluzioni più di tendenza come il ripiano alto e il lavello in appoggio, con il solo specchio a fare da contorno e magari una colonna laterale sospesa. Questa svolta radicale verso il minimal ha costretto alcune aziende produttrici ad inventarsi un nuovo sistema di illuminazione che fosse comodo e poco appariscente; ecco come nascono gli specchi con illuminazione integrata che, a dirla tutta, hanno un loro fascino. Rilasciano una luce tenue rispetto alle colleghe applique a muro, ma sono sicuramente più moderne e invisibili. Il mio consiglio però è comunque di abbinare entrambi i metodi di illuminazione, per evitare di avere una zona lavabo troppo scura e quindi poco funzionale.

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L’illuminazione alternativa