I saloni, il Fuorisalone e la Design Week

Ieri 12 Aprile è iniziato ufficialmente Il Salone del Mobile 2016, che quest’anno vedrà la partecipazione di Eurocucina e Il Salone del Bagno; direi che non manca nessuna delle grandi case produttrici di arredamento e complementi. Ovviamente ci saranno un sacco di novità in ambito di materiali e nuove tecnologie di produzione, più vicine al senso di ecologia e risparmio energetico. Quest’anno mi spiace ancora di più non partecipare proprio per la presenza di Eurocucina, che mi ha sempre dato un sacco di soddisfazioni; ma come sempre sarà per la prossima volta.

Vivrò da lontano anche il Fuorisalone, che già di per sé è un evento grande e importante perché ingloba tutta la città, non solo la parte della Fiera. Mi piace l’atmosfera che si respira tra esposizioni temporanee, eventi e presentazioni soprattutto perché è in queste occasioni che si conoscono i designer emergenti e le idee più innovative. Quest’anno mi piace particolarmente l’idea che è stata pensata e organizzata dal brand Seletti e che si inserisce alla perfezione nel mood della Design Week e del Fuorisalone:

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Si tratta di un corteo che partirà da Piazzale Cadorna alle 19.30 e che seguirà il percorso delle 5 vie cittadine tra Sant’Ambrogio e Piazza Duomo, per terminare in Piazza Affari dove è stato organizzato l’evento vero e proprio. Durante la manifestazione si vedranno esposti progetti e idee sia di designer conosciuti e affermati, grazie ai quali questo evento è stato possibile, ma anche e soprattutto progetti di designer emergenti o amatoriali, che potranno quindi presentare davanti a tutti le loro idee e magari vederle un giorno realizzate. Anche voi, se avete un’idea o un progetto al quale state lavorando e che si collega alla settimana del Design potrete mostrarlo durante la camminata fino a Piazza Affari. Per corredare la serata ci sarà anche la musica, offerta direttamente da Radio Deejay.

Direi che come modo per passare una serata alternativa non sia male questa idea, no?

Non vedo l’ora di vedere qualche foto!

Buon divertimento a tutti!

I saloni, il Fuorisalone e la Design Week

Roma: Fondazione Maxxi e “transformers”

Se siete di Roma non potete non andare a visitare questa mostra davvero eccentrica e originale; e se non siete di Roma ma avete intenzione di fare un salto nella capitale, approfittatene!

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Quattro artisti, designer e creativi da quattro parti del mondo danno vita ad una mostra in cui TRASFORMAZIONE non è più solo un termine astratto ma diventa in qualche modo palpabile e visionabile; vi dimostreranno come oggetti e concetti di natura comune possono completamente trasformare il loro spirito ed adattarsi a situazione completamente nuove e imprevedibili.

Gli scolapasta diventeranno fronde di alberi in una foresta; armi diventeranno strumenti musicali e non di morte; e così via…

Ma non voglio svelarvi tutta la meraviglia della mostra; vi lascio solo con uno stralcio preso dal sito ufficiale della fondazione che descrive in modo esaustivo il principio dietro questo evento:

“Attraverso le opere dei quattro creatori, la realtà si trasforma in un’altra realtà, che accende la fantasia, stimola la riflessione, invita alla condivisione e all’esperienza, a vedere oltre.

Il nostro mondo è in trasformazione, una combinazione di analogico e digitale che sta modificando il modo di vivere.
Le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui ci definiamo come esseri umani e dunque “trasformazione” è oggi la parola chiave delle nostre esistenze. Di fronte a questo mutamento epocale, numerosi autori hanno messo in atto tentativi rivoluzionari di rispondere alla sfida, sia attraverso forme di resistenza che di innovazione.”

Choi Jeong-hwaDidier Fiuza FaustinoMartino Gamper, Pedro Reyes

www.fondazionemaxxi.it

Roma: Fondazione Maxxi e “transformers”

Storia del design: la sedia Wassily

Uno che legge questa rubrica penserà che sono fissata con le sedie; in realtà, anche se mi piacciono molto come complemento di arredo, non è questione di fissazione, ma il fatto che nella storia del design le prime grandi rivoluzioni hanno investito proprio questo oggetto di uso quotidiano. E’ su di esso che grandi progettisti e artisti si sono spinti nel mettere in opera le loro idee rivoluzionarie (che per noi oggi sembrano banali, ma ricordiamoci sempre che si parla dei primi anni del 900).

Breuer è stato uno dei capostipiti del movimento Bauhaus e grazie alla sua continua ricerca di innovazione ha dato vita a progetti straordinari, tra cui la SEDIA WASSILY (o SEDIA MODELLO B3)

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Nata nel 1925, rappresenta un’innovazione sia dal punto di vista dei metodi di produzione che dei materiali utilizzati; Breuer parte dai tubi di acciaio nichelato piegato, usato per la prima volta nella produzione della bicicletta Adler, e vi aggiunge l’eisengarn, termine tedesco per identificare un materiale usato anche nell’arredamento (in italiano: ferro filato).

Questo è un tessuto prodotto con un filato di cotone lavorato con cera e paraffina, che al termine della lavorazione, risulta molto più resistente e robusto rispetto a qualunque altro tessuto classico. Risulta rigido, come il cuoio, ma più facile da produrre in serie.

Breuer decide di farsi piegare ogni singolo tubo di acciaio dall’azienda Mannesmann e di assemblare il prototipo all’interno del laboratorio del legno di cui era direttore all’interno del Bauhaus. La forma e la posizione della seduta rispetto allo schienale richiama in maniera incredibile un altro progetto di sedia proposto da Rietveld per il De Stijl (SEDIA ROSSA E BLU).

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La sedia diventa prodotto di massa negli anni ’60, quando Gavina convince l’architetto Breuer a riprodurla di nuovo; solo nel ’62 prenderà il nome attuale WASSILY grazie sempre a Gavina che aveva saputo che il primo esemplare sarebbe stato inserito nel salotto del pittore Kandinskij. Pochi anni dopo, Knoll compra l’azienda bolognese e fa della sedia di Breuer uno dei suoi marchi di fabbrica.

Storia del design: la sedia Wassily

Il grande gioco dell’industria: 50 + 1 oggetti che hanno fatto la storia dell’impresa italiana.

Titolo lungo e impegnativo. In realtà non ho trovato altro modo che intitolare il mio articolo di oggi con il nome della fiera che vi invito a visitare fino al 1 novembre a Milano.

Con questo articolo (anzi, per la precisione, con l’articolo della scorsa domenica La fiera della creatività) si apre la seconda rubrica che ogni domenica vi proporrà una fiera o una mostra o un evento davvero interessante e curioso da visitare per passare una giornata diversa dalle altre.

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Oggi tocca a questa mostra completamente gratuita organizzata da Francesca Molteni e allestita presso lo spazio Folli 50.0 a Milano (Via E.Folli 50), in cui compaiono 50 oggetti che hanno fatto del Made in Italy un’icona di innovazione tecnologica e industriale. Troverete oggetti e foto di oggetti che hanno segnato la storia dell’industria italiana nel mondo e che ci hanno portato ai più alti livelli di innovazione degli ultimi 50 anni.

Ci sono marchi importanti come Barilla, Piaggio, Ferragamo e tanti altri, per un tuffo nel passato; mostra organizzata molto bene e aperta al pubblico dal giovedì alla domenica nei seguenti orari:

Giovedì: 15:00 – 21:00
Venerdì: 15:00 – 23:00
Sabato: 11:00 – 23:00
Domenica: 11:00 – 21:00

Per maggiori informazioni visitate il sito della fondazione Bracco che è una delle coordinatrici dell’esposizione: www.fondazionebracco.com

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Il grande gioco dell’industria: 50 + 1 oggetti che hanno fatto la storia dell’impresa italiana.