Un’idea da realizzare

Ogni tanto sapete che vi rendo partecipe di alcuni progetti che seguo; oggi vorrei mostrarvi la fase embrionale di quello che (si spera!) sarà un progetto realizzato in collaborazione con la F.A. Ristrutturazioni e che permetterà a questo cliente di godersi meglio il patio davanti all’ingresso, sia d’estate che d’inverno.

Si tratta di un pergolato ancorato alla parete della casa che dà appunto sul patio di ingresso e che segue per la metà della profondità la linea diagonale dello spazio aperto. Essendo un’abitazione a pianterreno di una palazzina, ha l’ingresso indipendente e una mura bassa che delimita il giardino. Struttura e copertura completamente in legno, trattato in modo che possa sopravvivere alle intemperie dell’inverno e al sole dell’estate che sta arrivando; i pali di sostegno sono stati pensati con un diametro tra i 12 e i 14 cm, in modo che solo 2-3 siano sufficienti a reggere il peso del totale. Stessa cosa vale per i travi della copertura, ancorati direttamente alla parete di casa e che fungono da elementi di appoggio per le tavole, di circa 7 cm di larghezza e 2 cm circa di spessore.

5 metri di larghezza X 2,5 metri di profondità; lateralmente il pergolato segue la “vela” creata dal muro di cinta diagonale che chiude il patio. Tutto ovviamente realizzato su misura.

Che ne pensate?

 

Un’idea da realizzare

Camera fai-da-te

Oggi vorrei darvi qualche consiglio su come rendere la cameretta dei vostri bimbi un pò più personale rispetto a quelle patinate e, sinceramente, asettiche che si vedono sulle riviste specializzate di arredamento. Perché è evidente che le immagini sono fatte apposta per ingolosire il cliente e acquistare un prodotto che molto probabilmente non farà che soffocare una stanza già piccola di suo.

Quello che di solito affascina molto i bambini sono i letti a castello o a soppalco; perché se sono in due, ci sarà fin dall’inizio la “lotta” su chi dormirà sopra e chi sotto. Se invece è da solo si sentirà un privilegiato, un quasi eletto per la sola possibilità di dormire sospeso da terra. Io per la nostra cameretta ho deciso di optare per il letto a castello soprattutto per una questione di spazio; la stanza era troppo sacrificata con due letti a terra e loro non avevano praticamente modo di muoversi liberamente (considerando anche l’armadio e la scrivania). Abbiamo così deciso per questa soluzione, cercando anche di risparmiare sul letto per poterci sbizzarrire con altro; e sapete come abbiamo fatto? Semplicemente, ce lo siamo costruiti da noi! O meglio, lo ha costruito il mio compagno; io ho dato il mio contributo prendendo le misure dei pezzi necessari, scegliendo il diametro dei montanti e disegnando il letto come l’avremmo voluto. Ed è stato emozionante vedergli prendere forma da zero!

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Ed ecco il risultato finale!!

Semplice, comodo ma soprattutto unico. Anche la reazione delle bambine è stata assolutamente unica, ve lo assicuro. I più attenti di voi avranno notato dei pezzi non proprio “fai da te” e avete ragione: per le scale abbiamo optato per dei cubotti IKEA. Ma ora vi do qualche dritta su come creare anche voi il vostro letto a castello personalizzato:

  • prima di tutto vanno decise le misure: noi avendo già due reti singole dei due lettini abbiamo lavorato sulle misure standard (80×190); abbiamo deciso di avere le reti all’interno della struttura per renderle invisibili così i montanti intorno circondano il telaio in ferro delle doghe. Voi potete scegliere di fare come noi oppure di far sormontare i montanti dalle reti (questi vi comporterà un lavoro maggiore per quello che riguarda il parapetto anti caduta del letto sopra). Quindi le misure del nostro letto sono: 94×204
  • le misure totali del letto dipendono anche dal diametro dei montanti: per quelli verticali che devono avere maggior stabilità abbiamo scelto un diametro di 7×7 cm mentre per quelli orizzontali che circondano le reti e per quelli di “decoro” abbiamo scelto un diametro di 4×7 cm. Non avrebbe avuto senso fare anche questi grossi come i primi perché sarebbe diventato tutto troppo pesante e massiccio
  • per l’altezza totale del letto abbiamo invece valutato i cubotti IKEA in modo da far arrivare l’ultima battuta poco sotto il montante della seconda rete (calcolando anche lo spesso del materasso); nel nostro caso, quindi, l’altezza totale del letto è di circa 190 cm (cm più cm meno)
  • una volta presi tutti gli elementi utili alla costruzione del letto (4 montanti verticali, 8 montanti orizzontali, 2 per la barriera anticaduta e un tot per le testiere/pediere) non c’è da fare altro che seguire il disegno che voi stessi avrete creato per il vostro letto; importante è la ferramenta che deve tenere insieme tutti i pezzi. Acquistate tutto in un negozio specializzato (noi ci siamo riforniti da un produttore di legno, per cui il prezzo della materia prima è stato davvero basso rispetto all’acquisto di un letto fatto e finito)
  • le reti si possono tranquillamente avvitare alla struttura intorno sia che decidiate di sormontare i montanti o farcela stare all’interno; nel primo caso dovrete fare i fori sui supporti in gomma delle doghe (che non andranno quindi rovinate), nel secondo caso ci sono dei fori già fatti in alcuni punti del telaio in ferro che potrete utilizzare per questo scopo
  • l’altezza della barriera anticaduta va valutata molto bene in modo che sia superiore allo spessore del materasso, altrimenti non servirà a nulla; così come la lunghezza dovrà essere utile al passaggio del bambino
  • per le scale: potrete metterle sia come le vedete in foto, sia appoggiate al muro e parallele al letto così che siano nascoste alla vista; noi abbiamo optato per questa soluzione per la parete dove è appoggiato il letto non è abbastanza lunga da consentire anche il passaggio delle scale (essendoci anche una libreria ad angolo). Nella prima ipotesi potrete anche costruire una barriera anticaduta lunga quanto il letto, avendo il bambino lo spazio di salire sul lato opposto
  • il legno abbiamo deciso di lasciarlo grezzo, ma non essendo trattato potreste tranquillamente dipingerlo del colore che più vi piace.

Sarà un pò più faticoso del comprarlo già fatto e del guardare il mobiliere montarlo per voi; ma volete mettere la soddisfazione di dire “questo letto ce l’ho solo io”?!

Cosa ne pensate?Fatemi sapere se anche voi vi accingerete a costruire il vostro letto (che poi queste dritte vanno bene anche per un letto singolo classico e, perché no, per un letto matrimoniale non tradizionale).

Camera fai-da-te

Certificazioni per arredi ecologici

Una cosa di cui si parla poco, purtroppo, durante la scelta dell’arredamento è la presenza di certificazioni sicure e chiare che attestino la bontà della materia prima utilizzata e che il ciclo di lavorazione sia effettuato nel rispetto dell’ambiente e della salute del cliente finale.

Per chiarirci le idee vengono in nostro soccorso una serie di enti preposti alla classificazione dei prodotti in base ad una serie di fattori, tra cui:

  • provenienza della materia prima
  • risposta effettiva all’impiego dichiarato
  • assenza di sostanze nocive
  • rispetto delle regole per tutto il ciclo di vita e di lavorazione della materia prima

L’ente che si occupa di queste attestazioni è l’ICEA (ISTITUTO CERTIFICAZIONE ETICA E AMBIENTALE)

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Con questo marchio apposto, avrete la certezza che l’azienda che produce il prodotto che state acquistando assolve alle seguenti caratteristiche:

  • ha un ridotto impatto sull’ambiente;

  • è realizzato con legno proveniente da foreste o piantagioni gestite nel rispetto di criteri di una  Gestione Responsabile delle Foreste o delle Piantagioni (vedi anche le certificazioni FSC o PEFSC);

  • è ottenuto attraverso processi produttivi con ridotte emissioni in atmosfera e in acqua e con ridotti consumi energetici;

  • è ottenuto attraverso una progettazione volta a ridurre l’utilizzo di sostanze pericolose per la salute e l’ambiente e la quantità di materiale impiegato;

  • garantisce il miglioramento della durata, il facile disassemblaggio, la riciclabilità dei componenti e la riduzione degli ingombri in fase di trasporto;

  • riduce il rischio delle emissioni di inquinanti nell’ambiente costruito.

Sono fattori che dovrebbero interessare soprattutto coloro che stanno scegliendo gli arredi per una cameretta o comunque per una casa in cui vivono o vivranno dei bambini.

Altra certificazione, sconosciuta ai più, ma fondamentale soprattutto per quello che riguarda le emissioni di formaldeide nell’ambiente casalingo; sto parlando della COSMOB.

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Anche in questo caso si tratta di una certificazione rilasciata da un ente preposto, COSMOB appunto, nel quale si effettuano test e verifiche su materiali diversi, non solo del mondo dell’arredamento, per confermare l’assenza di emissione in ambienti chiusi di formaldeide. Dico non solo nel mondo dell’arredamento perché la stessa certificazione è stata data ad un’azienda italiana che produce materassi, MORFEUS.

Questa è un’altra certificazione di cui è fondamentale tenere conto, soprattutto se si tratta di materassi dove noi passiamo 1/3 della nostra vita; per quello che riguarda il mondo dell’arredo e del legno, le aziende certificate, oltre ad avere la certificazione ICEA hanno anche questa che conferma il non utilizzo di vernici tossiche per la lavorazione di pannelli in legno. Essenziale per la nostra salute, non sottovalutatelo!

Per dare un’occhiata a quali siano le aziende certificate COSMOB andate sul sito: www.cosmob.it/servizi/qualitaspraemium

www.icea.info

Certificazioni per arredi ecologici

I colori pastello e della terra

Esattamente come il legno è l’essenza del 2016, così i colori tenui o pastello sono tornati di moda soppiantando definitivamente i colori forti e intensi. Non che le tonalità siano state completamente scartate, ma sono state modificate le intensità; così che i colori primari non vengono usati solo al loro stato puro ma contaminati con bianco-grigio-nero, per dare loro meno impatto scenico ma più forza di coesione con il resto dell’ambiente.

E’ innegabile che una parete rosso carminio attiri l’attenzione più di qualunque elemento di arredo disposto nella stanza; per questo i mobili si tendeva a farli neutri (bianco, grigio perla, corda). Ma con il ritorno prepotente dell’essenza naturale con tutte le sue meravigliose tonalità e striature, è necessario ammorbidire i colori intorno per dare maggior spazio agli elementi mobili ed è per questo che la scena si è completamente ribaltata. Pareti neutre o poco cariche a favore di arredi dai colori intensi; soprattutto quando si sceglie il colore naturale del legno (sia esso ciliegio, rovere, abete, etc) rimanere cauti con le pareti è consigliato per non fare della stanza un enorme caleidoscopio snervante e irritante.

Io sono parecchio attirata dai colori intensi e ben definiti, a favore di elementi di arredo più neutri; ma con la riscoperta del legno sono assolutamente disposta a mettere da parte la mia vena artistica estrema dando la giusta attenzione a quello che la natura, per quanto possibile, ci ha fornito.

Chi mi segue dall’inizio conosce perfettamente il mio amore incondizionato per il ROVERE, sia esso naturale che leggermente tinto; mi piace l’effetto tattile che dà alle ante e alle superfici in generale e la duttilità di utilizzo che lo rendono perfetto per qualunque stanza della casa e per qualunque uso (mobile o di rivestimento). Ma vi prometto che nei prossimi giorni mi soffermerò sulle altre essenze così che possiate, per quanto possibile, prendere spunto per le vostre case.

E voi cosa ne pensate del connubio legno-colori pastello?

I colori pastello e della terra

In armonia

E’ evidente come non mai che quest’anno sia tornato alla ribalta il legno; in tutte le sue sfumature e le sue tonalità, dal grezzo a quello più lavorato. Il calore della materia naturale non si può barattare con nessun’altra tecnologia avanzata; dà un senso di casa e di famigliarità che stupisce come sia stato messo da parte per così tanto tempo.

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L’idea che fosse una finitura passata, desueta e troppo legata alle tradizioni è stata finalmente abbandonata per capire come invece sia una risorsa a cui attingere per dare alle nostre case un senso più umano e bilanciato rispetto all’era hi-tech che stiamo attraversando. Insieme agli elettrodomestici intelligenti che si puliscono da soli, insieme alla domotica che ci permette di comandare ogni attrezzo elettronico di casa con una semplice app, c’è lui, il signor legno, che ci ricorda quanto noi siamo legati alla natura e alla terra più di quanto crediamo.

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Non spaventatevi pensando agli arredamenti pesanti e cupi delle nostre nonne/mamme, dove il legno se non era scuro non si poteva considerare tale; dove la forma se non era massiccia non si poteva definire solida. E’ naturale che oggi questo materiale “nobile” si debba interfacciare con altri più tecnologici e comodi (acciaio, ghisa, alluminio); per questo capita spesso di vedere soluzioni combinate che hanno un’armonia nuova.

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Non solo negli elementi di arredo, ma anche nei rivestimenti il legno e le sue tonalità calde sono tornate alla ribalta, ritrovando quel posto d’onore all’interno delle nostre case, non solo negli ambienti tipici della convivialità (soggiorno e cucina), ma anche in quelli cosiddetti di servizio, come i bagni e i disimpegni. Nelle camere da letto, in realtà, il legno non è mai stato dimenticato, solo reso più anonimo dall’assenza di effetti tattili e della presenza, a volte eccessiva, delle laccature che rendevano ogni superficie uguale all’altra.

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Non solo il legno, ma anche la pietra naturale è tornata a ricoprire un ruolo da protagonista; ed è questo connubio che ha permesso la nascita del cosiddetto “industrial style” dove l’amore per la tradizione e la terra si unisce a quello per la tecnologia e gli spazi ampi e scarni. Non troveremo case zeppe di oggetti e ammennicoli, ma quei pochi oggetti inseriti in ogni ambiente avranno la loro importanza, il loro riconoscimento e si ritaglieranno un posto importante al loro interno.

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La luce è un altro elemento tornato fortemente di moda; non luce artificiale, bensì quella naturale veicolata con enormi vetrate, pareti aperte, soffitti alti, colori pastello. Mi piace pensare che finalmente stiamo riscoprendo e tornando alle origini, a quelle connessioni fondamentali per vivere più serenamente e in armonia con ciò che ci circonda; perché è evidente che il nostro benessere deriva soprattutto dal rapporto che riusciamo a instaurare con la casa in cui abitiamo.

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L’ambiente domestico, molto di più degli occhi, è lo specchio della nostra anima.

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Quanti di voi hanno riscoperto l’amore per il legno e le superfici naturali?

In armonia

Natale: design eco e luce

Non so voi ma questa cosa che manca meno di un mese a Natale mi mette un pò di ansia…non solo per i regali, che io immancabilmente ogni anno mi riduco a fare tra l’antivigilia e la vigilia, ma perché il tempo da quest’estate mi sembra passato molto più in fretta! Bene, ma visto che ci siamo e abbiamo cominciato a nominare il giorno per eccellenza, a voi cosa fa venire in mente questa parola? Per me NATALE = LUCE. E’un collegamento immediato, istintivo e in qualche modo piacevole; per cui vorrei consigliarvi qualche regalo diverso dal solito e luminoso per rallegrare i vostri parenti e amici (attenti al portafoglio però!)

Iniziamo con il botto, perché il LAMPADARIO KAJO FLOWER promette di essere una vera e propria star della vostra casa; pensiamo anche ad oggetti che siano in armonia con l’ambiente e cosa c’è di meglio di una lampada realizzata completamente in legno? Sembra un merletto, ma in realtà è una lamina di legno intagliata al laser per creare queste decorazioni classiche e semplici; quando l’accenderete farà il suo gran figurone!

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Rimanendo in tema di design eco, la LAMPADA ELMA è realizzata con un supporto in legno e il telaio in alluminio leggero, di vari colori e posizionabile sia a terra che sul tavolo. Decisamente molto bella, originale e neanche tanto ingombrante.

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Filo conduttore con la precedente è l’uso del metallo, che nel caso della LAMPADA TULL è l’unico materiale utilizzato, richiamo e rivisitazione delle vecchie lampade usate nei magazzini e nelle fabbriche. Una lampada essenziale e molto attuale, dove la rete metallica viene utilizzata per contenere e direzionare il fascio di luce, addolcendone i contorni e rendendola adatta a diversi ambienti della vostra casa: dalla cucina alla cameretta dei vostri figli.

Completamente diversa nel concetto e nell’uso è la LAMPADA LED HUE GO, di Philips; una semisfera adattabile sia a terra che da appoggio (orizzontale o inclinata), senza fili e con batterie ricaricabili che mantengono un’autonomia di 3 ore. Comprende 7 diverse impostazioni di luce, sia bianca che colorata, e può essere gestita anche tramite una app per tablet e smartphone. Insomma, una innovazione assoluta che mantiene il suo carattere eco grazie all’uso dei led.

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Penserete che sia matta ma io adoro questa lampada!Semplice, praticamente nuda e quindi con una luce piuttosto forte (consiglio lampadine non troppo potenti), dà da sola l’idea del Natale. La stella come simbolo dell’attesa e della luce ha  in sé una connotazione ben precisa e vi permette, anche in questo caso, di inserirla in qualsiasi ambiente. IKEA docet!

Natale: design eco e luce

Una libreria alternativa: string system

Sapete già che il mio più grande sogno sarebbe avere una stanza con una biblioteca tipo “La Bella e La Bestia”. Finché non potrò realizzare questo desiderio, però, mi accontento di pensare alla mia libreria grazie ad un’azienda che ha sdoganato completamente il concetto di libreria classica, rendendola totalmente modulabile e modificabile a piacere del cliente.

Si tratta della String, un’azienda che permette al cliente di disegnare personalmente la propria libreria grazie al programma presente sul suo sito, in cui si aggiungono elementi, mettono ante, sostituiscono ripiani. Adoro!!

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Creata nel 1949 dall’idea di Nils Strinnig, è diventata presto un’icona nel mercato delle librerie modulari e componibili, con elementi leggeri ma resistenti, poco ingombranti e facilmente adattabili, anche a diversi stili di arredamento.

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Diverse le colorazioni a disposizioni, diverse le composizioni che si possono creare e diversi gli spazi in cui si possono inserire; possono diventare una libreria in stile “classico” con ripiani e spalle.

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Oppure diventare parte integrante della vostra cabina armadio, dove appendere abiti e inserire cassetti di contenimento. Leggera ed elegante al tempo stesso, vi permette di sfruttare la parete in modo funzionale.

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Diventa un mobile soggiorno con parti aperte e parti chiuse, poco profondo e quindi poco ingombrante, ma molto utile, anche per creare sulla stessa parete una piccola zona ufficio con pc e sedia girevole.

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E perché no?Anche una zona studio nella cameretta dei vostri ragazzi, senza dover per forza acquistare soluzioni in legno e pesanti, classiche e senza brio.

Consiglio personale: date un occhio al sito e lasciatevi ispirare dalle linee pulite e senza fronzoli, adatte ad ambienti classici e moderni, senza per questo stonare o diventare ridondante.

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Una libreria alternativa: string system